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Fiorenza Cedolins, soprano, è nata ad Anduins da una famiglia composta dal padre Enzo Fiorello, un uomo di forte volontà che all'epoca era capo officina in una piccola azienda metalmeccanica; la mamma Francesca, una donna che metteva sempre al primo posto le esigenze della famiglia; la sorella Maura di tre anni più giovane e la gatta siamese Minou, primo esemplare di una lunga stirpe. Ha trascorso la sua infanzia dedicandosi alle attività predilette: leggendo libri che divorava spesso in una sola notte; aiutando il padre in piccoli lavori nell'officina che, nel frattempo, si era costruito sul retro della casa; dedicandosi a giochi creativi, dal disegno alla pittura, all'invenzione e costruzione di piccoli oggetti, alla scultura del legno; tutte cose che la appassionano tuttora... Ha ereditato la passione per la musica dal padre, che suonava - da dilettante - il clarinetto e l'armonica a bocca, oltre a far parte di un coro di amatori. Il timbro vocale, invece, è quello della madre. Un evento triste, il terremoto che nel 1976 distrusse una parte del Friuli, è stata la causa del distacco da questo ambiente di isolata ma serena infanzia, al quale seguirono anni di collegio, sacrifici, solitudine; anni difficili, ma molto utili per la maturazione e le scelte della giovane Fiorenza. Accanto a regolari corsi di studi superiori, ha coltivato sempre l?autentica passione per l'arte e la musica, oltre che l'amore per la Natura e gli Animali. Disegnava, dipingeva, costruiva oggetti, sculture, restaurava mobili antichi di casa ma, al contempo, continuava a studiare privatamente il pianoforte, suonava l'organo e istruiva il coretto nella chiesa del paese, oltre a cantare in un coro polifonico che si esibiva in un repertorio piuttosto raffinato. Compiuti gli studi, ha deciso che il canto era il suo Destino e, quindi si è iscritta al Conservatorio. Dopo " appena" due anni di questa vita, è entrata far temporaneamente parte del coro del Teatro G. Verdi di Trieste. Nel corso degli anni ha studiato tanto da riuscire a piegare la sua vocalità esuberante alla raffinata disciplina e tecnica belcantistica, proprio per una precisa scelta estetica. Ha trascorso i cinque anni successivi alternando contratti in coro a piccole parti da solista. Nel contempo, lasciato il Conservatorio, iniziava lo studio a Milano con il Maestro Roberto Benaglio già famoso Maestro di Coro alla Scala, che era un conoscitore raffinato della tradizione interpretativa del melodramma italiano. Dopo alcune audizioni, si è presentata a Fiorenza un'occasione allettante: debuttare come Santuzza nella " Cavalleria Rusticana" al Teatro "Carlo Felice" di Genova. Accettare poi l'offerta di cantare il "Mosè" di Rossini al Festival " Estate di Spalato" in Croazia. Ha così inizio una collaborazione che nel corso di tre anni ha consentito a Fiorenza Cedolins di debuttare nelle opere che desiderava, "I Lombardi alla Prima Crociata", "Il Trovatore", "La Traviata", "Messa di Requiem". Nel 1995 vince il Concorso Pavarotti International. "Big Luciano" l'ha voluta accanto a sé a Philadelphia per cantare, nel 1996, il terzo Atto di "Tosca", nel gala dei vincitori. In quella occasione à ¨ stata notata da un'Agenzia italiana e proposta al Maestro Muti per la "Cavalleria Rusticana" del Ravenna Festival 1996. La scelta si rivelò felice perché questo le ha permesso di entrare nel mercato italiano: il Direttore Artistico del C.E.L., Alberto Paloscia, infatti, ha chiesto a Fiorenza Cedolins di interpretare, ancora una volta (l'ultima, per ora) il personaggio di Santuzza nella " Cavalleria Rusticana" che sarebbe andata in scena a Livorno nell'autunno del 1997. Poco tempo prima, Fiorenza aveva conosciuto il suo attuale Manager, Filippo Militano, il quale, affascinato dalle sue qualità vocali, le ha presentato il Direttore dell'Opera di Nizza, Giancarlo Del Monaco. Il famoso regista ha subito creduto nel giovane soprano offrendole una produzione di " Tosca" per il 1999. Arriva quindi la proposta per un "Simon Boccanegra" all'Opera di Montecarlo, con la direzione di Daniel Oren. Da quel momento è iniziato un sodalizio artistico che è stata la vera grande svolta della carriera del soprano Fiorenza Cedolins. Infatti Daniel Oren la presenta nei più grandi Teatri italiani, e con lui si rinnova in ogni spettacolo una straordinaria intesa musicale che la arricchisce artisticamente e umanamente. Il 1998 è stato un crescendo di successi: da Piacenza dove ha debuttato il ruolo di Amalia ne "I Masnadieri", a Tel Aviv ancora per "Simon Boccanegra" con la Israel Philharmonic Orchestra diretta da Daniel Oren; da "Tosca" per il Teatro dell?Opera di Roma a "La Battaglia di Legnano" al Teatro Filarmonico di Verona e, per concludere, l'" Aida" al San Carlo di Napoli. Il 1999 ha visto la sua definitiva affermazione nel panorama operistico italiano: "La Battaglia di Legnano" nel Circuito Piacenza/Parma/Moden a, "Tosca" all'Opera di Nizza, "Suor Angelica" al San Carlo di Napoli, "Tosca" all'Arena di Verona, e soprattutto " Madama Butterfly" allo Sferisterio di Macerata con De Bernart e Brockhaus, hanno segnato un grande sviluppo della sua carriera. L'anno si è chiuso in bellezza con l'assegnazione del Premio " Tosi" dell'Associazione "Parma Lirica" e con un gala al Teatro Lirico di Cagliari diretto da Lorin Maazel. Il 2000 per Fiorenza inizia con una grande sfida: " Norma" al Teatro Bellini di Catania; poi un bel gala a Tel Aviv diretto da Zubin Mehta, due produzioni di " Trovatore", una al Teatro Regio di Parma e l'altra alla Frankfurter Oper. Un altro debutto estremamente significativo è stato quello in "Adriana Lecouvreur" con la direzione di Daniel Oren a Trieste. Un'esperienza felicissima, come quelle di "Bohè me" allo Sferisterio di Macerata e della "Messa da Requiem", diretta da Maazel all'Arena di Verona. La Fondazione " Verona per l?Arena" l'ha inoltre insignita del Premio " Zenatello" come migliore cantante debuttante nella stagione 1999. Dopo la pausa estiva Fiorenza Cedolins ha ripreso l'attività con la " Tosca" inaugurando la stagione all'0pera di Nizza e subito dopo è volata in Israele per il bellissimo debutto in "Manon Lescaut" di Puccini, all'auditorium della Israel Philharmonic Orchestra sotto la guida del sempre eccezionale Daniel Oren, un altro meraviglioso personaggio entrato nel suo animo. Al rientro da Tel Aviv una sorpresa inimmaginabile: il referendum indetto dalla rivista l?Opera (Opera Awards) , l'ha designato quale migliore soprano nel 1999 per la " Madama Butterfly" di Macerata. Un grande gioia per Fiorenza nell'apprendere che tante persone hanno così apprezzato la sua piccola Cio Cio- San!


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