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Ciò che distingue la chiesa di San Martino, già sede della pieve del territorio d'Asio, dalla maggior parte delle sedi plebanali ad essa analoghe, è la possibilità di visitare i resti degli antichi edifici posti immediatamente dietro l'abside dell'attuale chiesa, ubicata in un suggestivo bosco fra Vito d'Asio e Clauzetto. Questa singolarità à ¨ dovuta al fatto che nel 1503, dopo la demolizione dell'antico luogo di culto e il seppellimento di ciò che rimaneva, la chiesa viene ricostruita, traslandola dove oggi la vediamo, con dimensioni maggiori della precedente. Questi resti, consolidati e resi visitabili, sono stati rimessi in luce con una serie di campagne di scavo attuata durante i mesi estivi dal 1990 al '92. Curiosamente la memoria dei ruderi sepolti si era persa nei secoli. Ciò spiega la sorpresa degli archeologi quando, durante la campagna di scavo iniziale - avviata con il patrocinio dell'università di Udine (Conservazione dei Beni Culturali) - , sono emerse le prime strutture murarie. In realtà il motivo che aveva favorito l'avvio della ricerca era stato l'esigenza di chiarire in modo approfondito, la realtà archeologica di un cimitero abbandonato di epoca post-medievale. Il terreno attorno a San Martino sembrava possedere io requisiti richiesti. Con il secondo e terzo anno, la ricerca si concentra sia sull'edificio "ritrovato" sia sul recupero e studio delle sepolture, relative alla parte indagata dell'antico cimitero. E' così tornata alla luce la pianta completa della chiesa, con le sue trasformazioni che ne hanno mutato, nel tempo, la fisionomia. non viene solo recuperata la memoria storica di un edificio che per secoli ha rappresentato il fulcro e il simbolo di una comunità, ma vengono anche recuperati e studiati i resti di alcuni membri della comunità stessa. E' un'occasione speciale che contribuisce ancor di più a rendere storicamente importante e suggestivo questo sito. Tutto ciò ha favorito la decisione di finanziare, ai sensi della legge regionale n° 60/1976 (art. 37/1), il consolidamento dei ruderi e delle strutture dell'antica chiesa, rendendo comprensibili al visitatore, le sue fasi storiche di formazione e trasformazione. Affinché le generazioni che verranno, non dimentichino.


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